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domenica, 10 febbraio 2008
Risveglio, meglio di no.
Ho un gran mal di testa. Mi sono alzata a un quarto a mezzogiorno con l'odore di amatriciana nel naso. Volevo vomitare. No, sia chiaro, buonissima l'amatriciana, ma ho un mal di testa che mi sta uccidendo, il morale a terra e avrei voluto passare il resto della giornata rifugiata sotto il piumone, che comincia però a tenere un po' troppo caldo. Così, dopo un pranzo con la nonna che mi dice: "Nani, hai la faccia un po' stanca..." e io che rifuggo da dei manicaretti non proprio adatti ad una colazione post-alcool-saturday night, mi rifugio nella camera della mia ormai indipendente sorella davanti al mio pc e scrivo su un blog di cui non ho cura, come di molte altre cose, d'altronde.
banshinaNani, nani..mi chiamava sempre così, mio nonno. Che è morto da dieci giorni. Beh, nell'ultimo periodo mi chiamava Emilia, più che altro.. però sapeva chi ero, eh, sbagliava solo la denominazione. Scomodando Shakespeare diremmo: "Ma poi, che cos’è un nome?". No, un nome è importante però: serve a raccontare una storia, la tua storia alla fine. Mio nonno me lo ricordo in bicicletta. Quanti chilometri faceva..mi ricordo i suoi uccellini nelle gabbie del garage. Che odore che c'era lì, lo posso sentire ancora. Una foglia di insalata nella porticina, un po' di polenta e il mangime. A volte me lo lasciavi fare da sola, da bambina. C'è un po' di te nel letto in cui dormo, nel tavolo su cui mangio, nel mio armadio di ciliegio, nella mia scrivania. Hai fatto tutto quanto, tutto tu. ll mio cavallo a dondolo, la casa delle bambole, la cucina con la mini lavatrice che era il pezzo forte dei giochi con le mie amiche. Le librerie, la cassapanca, lo specchio. Hai dato forma ad ogni cosa, ogni cosa in cui sono cresciuta. Poi improvvisamente la testa comincia a non ricordare. A non ricordare una casa in cui sei stato per cinquant'anni. "Portatemi a casa mia." I giorni passano uguali, e tu chiedi dove sono i tuoi attrezzi, dov'è il metro che devi misurare un armadio, dov'è il tuo capo, "Chiamatelo e ditegli che arrivo in ritardo". Ormai erano gli altri, eravamo noi che ricordavamo per te. Un nonno con hard-disk esterno. Mi chiedo che senso abbia. Una volta che ti hanno portato via la memoria, i tuoi ricordi, che senso ha? Ma tanto, sono così poche le cose che hanno senso. Allora io ti ricordo, e ti ricorderò sempre. Come una persona affettuosa e instancabile, con il tuo pessimo inglese, con la schiena piegata, con lo sguardo perso. Con la paura di chi non sa più dov'è e ha il terrore di rimanere solo. Lo so che un nonno non è un padre o una madre, ma è un nonno. E' una parte di te che se ne va mentre tu rimani. E non è come quando sei piccolo: adesso capisci che prima ci sono i nonni, poi saranno i genitori ad andarsene. Sei diventata grande, e non ci puoi fare niente. Oggi ho addosso una fottutissima paura. Odio svegliarmi con il mal di testa. Odio non sentirmi bene in nessun posto, qualche volta. @ 13:09 Categories: sensazioni, paura commenti ? domenica, 04 novembre 2007
domenica, 28 ottobre 2007
Tempo.
Vabbè, ormai sono inutili tutti i discorsi tipo "no, prometto che aggiornerò il blog.." "blog, ti ho abbandonato di nuovo"... E' ufficiale, sono una madre di blog snaturata, che abbandona la sua creatura e poi torna a riprendersela, come quelle storie che senti a studio aperto dei bimbi dimenticati all'autogrill, coi genitori che ritornano dopo 40 km, mentre il pargolo si è ormai attaccato irrimediabilmente ad una bottiglia da 66 di ceres (bleah),ha un camogli freddo in mano e per dessert dei loackers alla nocciola. vabbè, rido dei miei finti pentimenti. Comunque, finalmente ho dormito quasi otto ore.ah meraviglia. ho sentito un concerto ieri. il mio weekend è sabato e domenica, e non lunedì e martedì, finalmente. ho visto facce amiche. mi sono rilassata un po'. ho riso un po'. ho raccontato un paio delle mie barzellette dal senso discutibile. as usual. ho finito la relazione. non so quanto ho capito dell'argomento, troppo impegnata a stare nei tempi di consegna. è domenica e ho le calze antiscivolo. ho fatto la doccia, ma ho rimesso i pantaloni del pigiama. ho fatto colazione con la spremuta, il caffè, i cereali, con calma. non avevo il fiato di nessuno sul collo. troppo bello. è bello avere tempo da perdere, ogni tanto. @ 12:23 Categories: commenti ? giovedì, 06 settembre 2007
Accettare.
"Be', ricordi quella volta che ti ho chiesto se secondo te le cose si sarebbero mai messe a posto per me? Se la mia vita sarebbe mai stata normale? E ricordi che cosa mi hai detto? Io lo ricordo, perchè avevo ascoltato bene. Hai detto che dovevo venire a patti con alcune cose. Che dovevo accettare. Accettare che forse era successo perchè doveva succedere, e non per colpa mia. E poi hai detto che dovevo perdonare e non pensarci più. Be', al primo punto, credo di esserci arrivata. Me ne stavo seduta qui, a pensarci su, e sai, non credo più che sia stata colpa mia. Mi brucia ancora da impazzire. Vorrei ancora che non fosse mai successo, ma è successo, e adesso capisco che forse sono stata soltanto sfortunata ad essere parte dei problemi di qualcun altro. Un breve silenzio. "Credo di vedere le cose con altri occhi adesso. Credo di poterle accettare. Sai, ho pensato soprattutto a quello che hai detto riguardo al fatto di di non pensarci più. Accettare, perdonare, e non pensarci più. Credo di poter accettare. E credo anche di poter perdonare. Ma sul fatto di non pensarci più, ci ho riflettuto parecchio. Ho cercato di capire che cosa significa non pensarci più, e la sola cosa che mi è venuta in mente è che significa vivere la vita che si ha davanti. Cominciare a pensare al futuro più che al passato. Sai, non credo di aver mai vissuto la vita che avevo davanti. Anche quando non ricordavo niente, avrei sempre voluto tornare indietro." Da "La figlia della tigre"
banshina...e non per colpa mia.
@ 20:19 Categories: sensazioni commenti (1)? martedì, 04 settembre 2007
Tutto sommato.
Ti stavo abbandonando un'altra volta eh? Ma possibile che non gliela fò? A starti dietro per cinque minuti al giorno, blog? Tra l'altro sto vivendo dei giorni a cui non riesco nemmeno a stare dietro. Si accavallano e non capisco, le cose le rivivo per mille e mille volte, ci ripenso in continuazione e non riesco a staccare la spina.
banshinaDopo il concerto di venerdì sera - mamma mia, manco alla discussione della tesi ero così agitata - ho capito che spesso mi succede così: -c'è un fatto, una cosa che ho in programma di fare -la aspetto, impaziente, anche agitata -arriva il momento: stacco tutto, è come se non fossi io a farlo -passa un po' di tempo e comincio a ripensarci: e rifletto, rifletto, rifletto. Non lo so, è come vivere alla moviola...sono ben strana. Poi ieri è successo che il mio nonno, che è in ospedale, a parte che mi chiamava con almeno sei nomi diversi ma poi a un certo punto mi ha gridato: "Vai via!"...lo so che non è più lui che parla, ma sono impietrita. Me ne sono andata con le lacrime che mi riempivano gli occhi. Ogni mattina è così strano trovarsi in quel posto in mezzo a delle persone che sono state, ma che non sono più. A delle persone che non ricordano, semplicemente stanno. Che parlano di cose che nessuno può più vedere. Non riesco a capire la vita, a volte. Tutto sommato, sto bene. @ 19:36 Categories: sensazioni commenti (3)? venerdì, 31 agosto 2007
Let your fire burnin'
Ah ah. Aiuto il mio intestino è annodato con un nodo scorsoio e mi sta uccidendo. Sono un po'agitata. But let your fire burnin', giusto? Stasera andrà bene. Andrà bene e basta. E io sarò rilassatissima, tipo vacanze, sole, mare e cocktail e intorno a me non vedrò più nessuno e il mio cervello si spegnerà, sentirò solo la musica e il fresco dell'ultima sera di agosto. Sarà così. Di sicuro. Certo, dopo due Jack Daniel's forse!!! Oh sovrano del whiskey, Giacomo Daniele,dammi la forza! Odio la tensione. ![]() @ 12:36 Categories: sensazioni, paura commenti ? giovedì, 30 agosto 2007
Paura
![]() Ma lo pensa il signore, o è proprio scritto sul muro? Comunque, signori, è proprio questo. @ 14:41 Categories: sensazioni commenti ? mercoledì, 29 agosto 2007
Speriamo.
Affanculo, non riuscirò a dormire. Neanche stanotte? Sono nervosissima, un po' triste. Uno straccetto, praticamente. E' uno di quei giorni che se mi incontro nello specchio mi giro dall'altra parte perchè non mi sopporto. Affanculo. Non guardo un film:non riuscirei a seguirlo. Non esco:ero fuori e sono tornata a casa. Non dormo: ci provo ma non mi viene. Stasera vedo solo le cose che non vanno tanto bene. Magari domani vedrò tutto il resto. Speriamo. ![]() ![]() ![]() ![]() Posto una foto di Sam Taylor-Wood, Bram Stoker's Chair VI. Almeno questo. banshina @ 23:40 Categories: scazzi, insomnia commenti ? mercoledì, 29 agosto 2007
Deliri notturni
Ahi ahi...dovrei studiare.Ma sono distratta e nervosa. Boh. Dopo le vacanze non ho ancora ingranato. Sono sempre leggermente sfasata, tipo un televisore con l'antenna un po' storta. Sto dormendo malissimo, anche stanotte. Poi faccio di quei sogni... Stanotte ho sognato di essere con un mio amico, che per proteggere la sua privacy chiamerò...chiamerò Brandon Walsh alla festa del'Unità e lui mi diceva: "Restiamo qui, che devo parlare col fonico per il mixer..ci sono un sacco di problemi sai?" e non la finiva più, e io ero stanchissima, e volevo andare a casa a dormire e poi mi stavano divorando le zanzare e gli dicevo: "A Brandon, andiamo ti prego!" ma lui non mi ascoltava mai ed ero disperata. Alla fine, ore 4 e 38 mi sveglio e una zanzara mi aveva sbranato un dito e il braccio. Stronzetta sanguinaria!! La notte prima invece ho sognato di sposarmi con un vestito rosso perchè mia mamma l'aveva tinto e ne aveva messo uno identico. E c'era la mia amica, che chiameremo Donna Martin ovviamente, che mi sgridava tantissimo e mi diceva che non potevo mettere quell'abito, e io piangevo tantissimo, ma ero proprio terrorizzata (più per il fatto di sposarmi o per il vestito? )Mi sono svegliata ed ero in panico totale. Boh, devo bere meno caffè credo. Torno per poco al mio libro, và. Ah, se conoscete un interprete di sogni o lo siete, mi spiegate che caspita vogliono dire?? banshina @ 14:23 Categories: sogni e incubi commenti ? martedì, 28 agosto 2007
Tutine di peluches
Chissà se ce la farò a mantenere questo blog. Lo abbandono immancabilmente. Meno male non ho un cane. O un figlio, Dio, sarebbe peggio. Diventerei ricercatissima dai servizi sociali, in compenso. Comunque, nuova veste grafica. Avete presente, è come tingersi i capelli, quando hai bisogno di dire: "Provo a ricominciare da qui." A proposito, devo fare l'hennè. Un po' di cambiamenti, nuovi studi, addio Bologna, ritorno all'ovile genitoriale...questa è la cosa più difficile. Nel senso, ci sto bene ma è difficile ritornare alle abitudini di tre anni fa, agli orari, alle raccomandazioni più banali. Sono spesso infastidita. Ci sto provando. Sto cercando lavoro. Un lavoro che si incastri con gli studi. E tutto il resto. Ne ho trovato uno dal 20 settembre, in un museo. Felicità estrema. Ma non molto remunerativo. Quindi mi guardo ancora intorno. E proprio stamattina ne ho rifiutato uno. Beh, non sono ancora così disperata. Mi chiama un'agenzia a cui avevo spedito via mail un curriculum, per una promozione in un centro commerciale in una città vicino alla mia. Per una nota casa di peluches che inizia con T e finisce con Rudy. Rispondo e sono già esaltata: mi hanno contattata! Dopo le prime informazioni la signorina dall'altra parte del filo mi fa: "Il lavoro consiste nell'indossare una tutina da animale e promuovere..." AAAAAAAALT! Riavvolgiamo il nastro: "Tutina da animale...". Avevo capito bene, allora. Io declino l'offerta. La signorina è scazzatissima: "Guardi che è comunque una promozione. Ho capito. Arrivederci." Tu-tu-tu... Allora, già ho qualche problemino con la mia autostima. Dopo un'esperienza del genere, come minimo, mi sarei dovuta autoricoverare per mesi... mio Dio, se mi immagino in una tutina di lycra con due orecchiette di peluche in testa che zampetto di qui e di là per un supermercato, è già tanto se sono ancora viva. E tutta questa dose massiccia di ridicolo per 50 miseri euris! Meno male che non sono ancora così disperata da aver dovuto accettare per forza. In compenso mi sono fatta una bella risatona. Ah ah! Dove finiremo, per sopravvivere? Com'è difficile trovare un lavoro, un contratto, una paga, una soddisfazione. Una persona gentile dall'altra parte del telefono che non ti tratti come l'ultimo anello della catena evolutiva. Comunque, per curiosità, una volta o l'altra dovrei provare a vestirmi da orsetto lavatore. O da scoiattolona. Magari rendo... banshina @ 14:08 Categories: lavoro commenti (3)? |
about
Sono sempre la solita. O forse no?Pensieri. Confusi, divertiti, annebbiati. Giorni. Veloci, lenti, diversi. Impressioni. Chiare, distorte, mutanti. love
amo ARTE musica TRANQUILLITA' rispetto EQUILIBRIO inverno BOLOGNA caffè PIOGGIA
hate
odio URLA prepotenza IGNORANZA supponenza CARCIOFI! sentirmi persa
links malvina link link Libro sul comò
"Trauma" P.MacGrath
credits
template ottimizzato per mozilla firefox & internet explorer. creato da marlene per starless. l'immagine è di
bimba in nero on deviantART. un ringraziamento speciale a
Irene per il tutorial. brushes && textures by (x).
♥ parole dei Tre allegri ragazzi morti, Il mondo prima.
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